giovedì, 28 settembre 2006

COMUNICATO STAMPA

Associazione Nettuno Management presenta :

SONGWRITERS 2006 -Musica e Parole

concorso Internazionale per cantautori e Band Emergenti

Sono aperte le iscrizioni su

La fase finale della manifestazione si terrà al Blue Inn Café di Bologna i giorni 4-5-6 dicembre 2006. Tutte le serate saranno presentate da Giovanni Serrazanetti, da più di dieci anni presentatore ufficiale di Umbria Jazz.

PROGRAMMA

Lunedì 4 dicembre: sul palco si alterneranno 6 band. Ospite della serata il cantautore svedese Lesli

Martedì 5 dicembre: sul palco 10 artisti che potranno utilizzare delle basi e/o accompagnarsi con uno strumento ed un musicista - Ospite della serata Franz Campi

Mercoledì 6 dicembre: sul palco le 3 band ed i 5 artisti finalisti - Ospite della serata Niccolò Fabi

 

Un mp3 ed un testo (scelti dall'Organizzazione) di ciascuno delle 16 band e

artisti che accederanno alla fase finale della manifestazione verranno

pubblicate su questo sito. La traduzione dei testi in lingua italiana verrà

proposta su questo stesso sito internet e distribuita ai giurati delle tre

serate finali.

I PREMI IN PALIO

Vincitore assoluto Songwriters 2006 - Premio in danaro di 1.500 euro.

Premio miglior testo - Premio in danaro di 250 euro.

Premio Miglior interpretazione - Premio in danaro di 250 euro.

Premio del pubblico - Targa CFM, offerto dal Centro Formazione Musicale e

buono acquisto di 200 euro offerto da Tomassone e All For Music da

utilizzare in uno dei due punti vendita.

Premio canzone d'Autore - Accesso diretto alla fase finale del Premio

Canzone D'autore 2007.

Premio Millevoci - Il vincitore potrà partecipare alla prossima edizione del

programma televisivo Millevoci, trasmesso in più di 200 emittenti italiane e

via satellite. I GIURATI

Barbara Cola (cantante)

Marco Stanzani (Red & Blue promozioni discografiche)

Damiano Umbi (Irma Records etichetta discografica)

Luciano Nicolini e Danilo Tomasetta (Nopopmusic etichetta discografica)

M° Beppe D'Onghia (produttore e arrangiatore - Lucio Dalla, Samuele Bersani,

Stadio..)

M° Pasquale Morgante (pianista e arrangiatore - Parto delle Nuvole Pesanti,

Claudio Lolli, Samuele Bersani, Gianni Togni..)

M° Bruno Mariani (produttore - chitarrista di Luca Carboni, Lucio Dalla,

Gianni Morandi)

M° Marco Biscarini (arrangiatore e compositore per la musica lirica, pop ed

il cinema)

M° Guido De Gaetano (compositore ed arrangiatore per la musica pop, sigle tv

e per la pubblicità)

Danilo Malferrari (Presidente Associazione Le Nuvole dedicata alla

promozione della musica d'autore ed organizzatrice di Rassegne musicali)

Paolo Talanca (Premio Lunezia)

Paolo Gatti ( Premio Canzone d'autore)

Grazia Verasani (scrittrice, ex cantautrice vincitrice del Premio Tenco)

Camilla Missio (bassista)

Federico Poggipollini (chitarrista ed autore, fa parte della band di Luciano

Ligabue)

Giampaolo Mignardi (logopedista - esperto delle problematiche del canto e

della voce)

Eleonora Buratti (scrittrice)

Raffaele Scoccia (compositore)

PRESENTATORE

Giovanni Serrazanetti, presentatore ufficiale di Umbria Jazz.

www.nettunomanagement.com

 

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lunedì, 25 settembre 2006

Lo storico duo milanese, tra i primi a portare l'hip-hop tricolore nelle classifiche di vendita italiane, ha deciso di separarsi: a rivelarlo è la voce degli Articolo 31, J. Ax, che pubblicherà il prossimo 13 ottobre il proprio debutto solista, intitolato "Di sana pianta": "Con Jad (altra metà del gruppo) abbiamo detto tutto quello che avevamo da dire. Lui voleva fare un disco da Dj e l'ha fatto. Siamo ancora amici, non c'è stata nessuna discussione", ha rivelato il cantante. (Fonte: Corriere della Sera)

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lunedì, 25 settembre 2006

COMUNICATO STAMPA DALLO STAFF DI GIANNI MORANDI

Manca, ormai, pochissimo al 28 Settembre 2006, giorno del debutto di NON FACCIAMOCI PRENDERE DAL PANICO, attesissimo show itinerante, condotto da GIANNI MORANDI, al suo ritorno in tv 4 anni dopo UNO DI NOI.

La prima puntata andra' in onda alle 21, Rai1, dal Palaresia di Bolzano, seguiranno altre 4 puntate trasmesse da: Forli', Arezzo, Pesaro, Andria.

Lo spettacolo prodotto dalla Rai in collaborazione con Ballandi Entertainment e' caratterizzato da un cast inconsueto, accanto a Gianni ci saranno il celebre attore americano Paul Sorvino, l'attrice spagnola Esther Ortega ed il cabarettista Marco Della Noce.

NON FACCIAMOCI PRENDERE DAL PANICO per la regia di Duccio Forzano, nasce dall'incontro di Morandi con alcuni dei più famosi autori televisivi a cominciare da Diego Cugia poi Giampiero Solari, Claudio Fasulo, Benedetto Marcucci e Giulio Calcinari.

Sorprendente la formula dello show che vedra' Morandi cimentarsi in alcune "panic camera" con interventi inaspettati per gli ignari protagonisti.

Ma, non potrebbe essere diversamente, non mancheranno momenti musicali, nei quali Morandi sarà accompagnato da una grande band diretta dal maestro Celso Valli, per ripercorrere alcuni dei momenti piu' significativi della sua quarantennale carriera e presentare, in anteprima, alcuni brani del suo 34° album, IL TEMPO MIGLIORE, in uscita il prossimo 6 Ottobre, anche in questo caso, pero', non mancheranno piacevoli sorprese come i "duetti impossibili" che vedranno Gianni cantare con protagonisti della musica che non avrebbe mai potuto incontrare.

(Ketty Antonacci - morandimania.it )

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sabato, 16 settembre 2006

COMUNICATO STAMPA

I FINALISTI DELLE TARGHE TENCO 2006

 

 

Sono state proclamate dal Club Tenco le rose degli artisti finalisti in lizza per l’assegnazione delle Targhe Tenco ai migliori dischi italiani di canzone d’autore. A partire da questa edizione della “Rassegna della canzone d’autore” - in programma dal 9 all’11 novembre, come sempre al Teatro Ariston di Sanremo - il Club ha infatti deciso di rinnovare il meccanismo di assegnazione delle Targhe. Il voto della folta giuria avviene ora in due fasi. Nella prima, appena conclusa, vengono selezionati i finalisti; nella seconda il vincitore di ogni sezione, votato fra questi ultimi.

La modifica nasce dall’esigenza di evitare la dispersione di voti che si è verificata negli ultimi anni, al fine di proclamare vincitori che siano il più possibile condivisi e rappresentativi. Da quest’anno, inoltre, non sarà più assegnata la Targa Tenco alla miglior canzone, poiché in questa sezione la frammentazione dei voti era stata particolarmente marcata.

 

Al termine del primo spoglio di voti espressi da oltre un centinaio di giurati, sono questi i finalisti delle Targhe Tenco 2006, in ordine alfabetico per ciascuna sezione.

 

Miglior album:

Baustelle "La malavita", Samuele Bersani "L'aldiquà", Vinicio Capossela "Ovunque proteggi", Francesco De Gregori "Calypsos", Pino Marino "Acqua, luce e gas".

 

Miglior album in dialetto:

Enzo Avitabile "Sacro Sud", Lucilla Galeazzi "Amore e acciaio", Lu "Rumì", Nidi d'Arac "St. Rocco's Rave", Sud Sound System "Live and direct 2006".

 

Miglior album d’esordio:

Simone Cristicchi "Fabbricante di canzoni", Marco Fabi "La scelta", Valentina Lupi "Non voglio restare Cappuccetto Rosso", Non Voglio Che Clara "Non voglio che Clara", Simona Salis "Christionada de mei".

 

Miglior album di interprete:

Roberto Angelini "Pongmoon. Sognando Nick Drake", Peppe Barra "Matina", Petra Magoni & Ferruccio Spinetti "Musica nuda 2", Giuliano Palma & the Bluebeaters "Long playing", Andrea Parodi "Midsummer Night in Sardinia".

 

Le rose dei finalisti sono quest’anno caratterizzate da una prevalenza di artisti delle ultime generazioni, giunti all’esordio discografico dal 1990 in poi. Un bel segnale per il futuro della nostra canzone d’autore.

La giuria è ora chiamata a scegliere il vincitore di ogni categoria.

 

Ricordiamo che i Premi Tenco 2006 - assegnati,  a differenza delle Targhe, direttamente dal Club Tenco - sono andati a Willy De Ville e Bruno Lauzi.

 

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sabato, 09 settembre 2006
 

DOPO LIGABUE E GUCCINI, QUEST'ANNO VA A GIULIO RAPETTI “MOGOL”

LA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO

 “GIUSEPPE GIACOSA - PAROLE PER LA MUSICA”

 

IL CELEBRE AUTORE, PREMIATO DAL TEATRO GIACOSA DI IVREA

E DAGLI AMICI E SOSTENITORI 

DEL PARCO CULTURALE DEL CANAVESE

 

Il comitato culturale del premio: Giovanni De Luna (presidente); Paolo Cattani, Giovanni Capirone, Febo Guizzi, Franco Fabbri, Giacomo Bottino.

Organizzazione: Marco Peroni

Motivazione del comitato

 

Nella ricorrenza del centenario della morte di Giuseppe Giacosa, il Comitato culturale del Premio “Parole per la musica” sarà assegnato a Mogol, il più celebre autore di testi che abbia mai attraversato la musica leggera italiana. In più di quarant’anni di attività, Mogol ha seminato vita e colore sui sentieri melodici di artisti straordinari (si pensi in particolare a Lucio Battisti), rendendoli a un tempo magici e percorribili da tutti: ma ha anche saputo rapportarsi alle generazioni successive mettendo a disposizione della loro crescita espressiva talento e mestiere. Diceva Fabrizio De Andrè che “non esistono tanto arti maggiori e arti minori, quanto artisti maggiori e artisti minori”... L’idea di premiare proprio in questa edizione la carriera di Mogol nel nome di Giuseppe Giacosa,  nasce nel segno di tale riflessione: una sorta di suggestivo passaggio di testimone, da classico a classico, in quell’affascinante e misterioso confine in cui si incontrano musica e parole.

 

La consegna del Premio avrà luogo domenica 17 settembre alle ore 16 presso la Casa Giacosa, a Colleretto.  Condurrà il pomeriggio il giornalista Claudio Sabelli Fioretti.

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venerdì, 08 settembre 2006

"Malinconia" è il nuovo singolo di Luca Carboni. In radio dall'8 settembre

Chi sospettava dal titolo che “Malinconia”, primo estratto dall'album “Le band si sciolgono”, in attesa per il prossimo 29 settembre, fosse una languida requisitoria verso l'estate che finisce, si deve ricredere. Chi si riteneva che dopo cinque anni di silenzio Luca Carboni fosse un cantante quasi del passato si deve ricredere. Chi pensava che il cantautore bolognese non fosse più in grado di riproporsi ai livelli che negli anni Ottanta lo hanno reso famoso e nel decennio successivo lo hanno consacrato, si deve fortemente ricredere. Perché Carboni stavolta - come del resto altre volte, e non poche - ha stupito tutti (e certo non i suoi fans, che a decine, centinaia di migliaia aspettavano ansiosamente l'uscita di questa nuova canzone) e lo ha fatto con un brano dalla fortissima potenza espressiva, che esorcizza i germi di tristezza del titolo con uno sguardo fiducioso al futuro e un arrangiamento devastante, sublime, che lo eleva verso l'alto come fanno le ali del suo videoclip, mostrato in anteprima a Rai Due alcune sere fa. Non è facile tornare sulla scena dopo cinque anni (sicuri poi che siano proprio cinque? Due anni fa uscì l'antologico live con il bellissimo inedito Settembre, qualche tempo dopo uscirono un DVD e un libro, “Autoritratto”, che fu celebrato con un lungo e fortunato tour): ma ancor meno è facile farlo con questa sognante e aerea dirompenza, che emoziona e che commuove, con un brano che fa volare “come dentro gli aeroplani” e lo fa con la forza della musica, a dispetto di chi – troppo spesso – pensa che i cantautori siano poeti, senza capire che la canzone è un genere che prende forza da se stesso e non da altri, e che i maggiori tra i nostri esponenti nazionali non sono solo deboli strimpellatori di chitarre, ma credono nella forza dei suoni, oltre che in quella delle parole, e lo fanno con un impegno certosino, magari rinchiusi per mesi dentro gli studi a provare e riprovare, a dispetto – ancora a dispetto – di chi pensa che il loro, in fondo, non sia un vero lavoro. C'è da sempre un leggero sapore cosmico nelle canzoni di Carboni, che guardano al cielo come fosse il senso di tutto e vi lanciano i pensieri inseguendo frammenti di tempo e di sogni. In “Malinconia”, che le radio hanno cominciato a trasmettere dall'8 settembre, ritroviamo – anche per questo – il Carboni di oggi e quello di ieri, l'ex ragazzo che vent'anni fa cantava ai suoi coetanei che forse, tutta una generazione, la loro, si stava sbagliando; che raccontava la storia di Silvia e che ci caricava sulla sua moto per portarci al mare, o che ci narrava i guai della sua Bologna, mentre proprio in questi giorni lo fa il suo collega, e un po' talent scout Lucio Dalla (che ha appena inciso “Dark Bologna”); e l'uomo di oggi, che della tristezza fa consolazione e spinta per ripartire.

Il singolo fa parte di un lavoro che è il primo ad essere stato realizzato – produzione e arrangiamento - interamente da Luca Carboni. Il disco è stato registrato a Bologna presso la “Fonoprint ” e il “Lahome Studio”.

 

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categoria:recensione
giovedì, 07 settembre 2006

COMUNICATO STAMPA

A WILLY DE VILLE E BRUNO LAUZI

I PREMI TENCO 2006

 

Andranno a Willy De Ville e Bruno Lauzi i Premi Tenco 2006 della “Rassegna della canzone d’autore”, programmata quest’anno dal 9 all’11 novembre, come sempre al Teatro Ariston di Sanremo.

Due artisti profondamente diversi nell’approccio stilistico così come nelle esperienze maturate, a confermare l’ampio spettro delle scelte del Club Tenco che da tempo considera la canzone d’autore nella sua accezione più ampia. Le figure di De Ville e Lauzi possono venire associate forse solo per una caratteristica: quella di essere non solo cantautori ma anche pregevoli interpreti di canzoni altrui.

 

Da New York a New Orleans, da Parigi all’America Centrale, Willy De Ville (il vero nome è William Boray), fedele alla sua anima gitana, ha sempre spaziato anche tra i generi musicali. Partito da territori quasi punk, è arrivato ad unire il rock di matrice americana a suggestioni, spezie, aromi provenienti dalla musica latina, dal blues, dal rhythm’n’blues, dal country, dal tex-mex. Ovvero le musiche più autentiche del continente americano (centro e nord soprattutto) in un meticciato assai fertile. La voce di De Ville, rugosa come il suo viso, è riuscita ad essere a proprio agio, romantica e ardente, in ogni genere visitato. Alcune sue composizioni, come Demasiado Corazon, pur non arrivando mai al grande pubblico, sono divenute comunque note anche al di là della cerchia dei suoi estimatori, ma De Ville nel tempo è riuscito anche in un’operazione difficile e affascinante come quella di far suoi, con vena estremamente originale ed inventiva, anche brani già entrati tra i classici della popular music come Hey Joe e Stand by me. Una scommessa vinta, ed anche un ingegno creativo che, nel suo caso, richiede la stessa dote di estro che si addice alla composizione vera e propria. Sono molti gli album del “Pirata” ad essere passati alla storia della miglior musica degli ultimi decenni, da Le Chat Bleu a Coup De Grace, da Backstreets Of Desire a Crow Jane Alley, titoli che gli hanno permesso di conquistarsi una solida fama anche in Europa, ed in particolare in Italia. Tutto questo riuscendo a sfuggire alla insidie dell’industria discografia per mantenere la propria autonomia creativa nel nome della musica: la sua, torrida e ipnotica come un rito voodoo, nobile e passionale come le rose che lancia al suo pubblico. Il Premio Tenco va ad una carriera quasi trentennale (dal primo album, Cabretta, a nome Mink De Ville, del 1977, sino al dvd Live in the Lowlands, pubblicato da poco) portata avanti con il cuore e con l’anima.

 

Bruno Lauzi è uno degli esponenti storici della canzone d’autore italiana, uno dei personaggi che all’inizio degli anni Sessanta hanno mutato radicalmente la scrittura e l’interpretazione della canzone nel nostro Paese. Compagno di banco di Luigi Tenco, proprio con lui si appassiona della nuova musica americana che negli anni Cinquanta arriva in Italia ed in particolare nella sua Genova. È soprattutto attratto dai songwriter statunitensi e dal jazz, ma ben presto è colpito anche dagli chansonnier francesi e dalla musica del Brasile (la cui lingua ricorda fra l’altro il dialetto genovese). Partendo da queste influenze e mediandole con un gusto tutto suo per una melodia di stampo italiano, ma trattenuta, lieve, mai melensa, Lauzi inizia a scrivere canzoni importanti. Spicca la capacità di utilizzare liricamente un linguaggio quotidiano che si scontra con la lingua aulica e stantia della canzone italiana fino a quel momento, un linguaggio a cui corrisponde l’attenzione per i fatti reali della vita e della società. Tra gli esempi più noti Ritornerai ed Il poeta. All’impegno di cantautore si affianca quello di traduttore (ad esempio da Brel, Vian, Aznavour, Moustaki, Vinicius De Moraes, Roberto Carlos, Djavan, Paul Simon, …) ma anche di interprete puro, con una vocalità che lui stesso definì “un vagone ferroviario carico di orchidee”. Lauzi ha cantato brani di molti colleghi (ed altri ne ha scritti con loro), da Lucio Battisti (Amore caro amore bello, e diversi altri) a Paolo Conte (Genova per noi, Onda su onda, …), ma è stato a sua volta autore per altri, in alcuni casi con notevoli successi, basti pensare a Piccolo uomo e Almeno tu nell’universo per Mia Martini. Ed ancora: le canzoni per bambini (La tartaruga e Johnny Bassotto su tutte), l’attività come cabarettista (grazie ad una affilata vena ironica mai sopita) e quella come scrittore e poeta tout court. Il Premio Tenco va doverosamente ad un percorso artistico eterogeneo nelle scelte musicali così come nei ruoli ricoperti, un percorso per certi versi anche controcorrente.

 

 

*********

Ricordiamo che i Premi Tenco sono i massimi riconoscimenti del Club Tenco, attribuiti alla carriera di artisti (soprattutto internazionali) dal comitato direttivo del Club, a differenza delle Targhe Tenco, assegnate invece da una nutrita giuria di giornalisti (ben 135) ai migliori dischi italiani della stagione.

I vincitori delle Targhe 2006 verranno comunicati nelle prossime settimane.

 

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mercoledì, 05 luglio 2006

Recensione: Tiziano Ferro, "Nessuno è solo"

Terza prova per Tiziano Ferro, che dopo l'enorme successo internazionale (tre milioni e mezzo venduti dei due precedenti album) sceglie con apprezzabile consapevolezza di seguire la crescita anagrafica del suo pubblico e cambiare registro optando per l'intimismo autobiografico. Undici brani, quasi tutti sotto il segno della ballata pop perlopiù distante dai tentativi hip hop e r'n'b caratteristici della prima ora e sicuramente in grado di trarre fuori il meglio dalle potenzialità vocali del giovane Tiziano: fanno eccezione "Stop! Dimentica", hit radiofonica già da alcune settimane e a cui qualcuno ha riproverato "un eccesso di omaggio", la dance di "E Raffaella è mia" (tributo a Raffaella Carrà) e le ritmiche elettroniche di "Baciano le donne", che vede tra l'altro la partecipazione di Biagio Antonacci in un paio di strofe. Prodotto come da tradizione da Michele Canova "Nessuno è solo" sposa melodie non particolarmente originali, ma in sostanza gradevoli, con arrangiamenti classici, investendo con attenzione sulla cura tecnica, sicuramente uno dei valori essenziali di un CD realizzato facendo leva su dettagli, acustici ed elettronici, vicini alla perfezione. "Nessuno è solo finché di notte / anche lontano ha chi non dorme / per pensare a lui" recita una delle canzoni e la solitudine è infatti il tema dominante così come la ricerca di educarla, esorcizzarla attraverso nostalgie e ricordi, probabilmente senza riuscirci. "Vorrei che alla fine di questo disco ognuno potesse pensare che nessuno è solo" dichiara Tiziano nelle interviste "ma è una provocazione, perché alla fine tutti siamo soli" precisa, volgendo il pensiero alle lettere e alle e-mail che da qualche anno hanno preso a scrivergli ragazzi di tutto il mondo, visto che anche questo CD verrà distribuito in quaranta paesi sparsi nei cinque continenti. Il brano migliore, probabilmente, "Ed ero contentissimo": una buona scrittura pop riesce a proporci un artista che ama la parola e ne fa un uso importante, massiccio, senza particolari ingenuità (nonostante l'eccesso di rime baciate, non sempre felicissime), concendendo alla giovane età e a un'esperienza ancora in crescendo solo quel che le spetta, senza linguaggi preconfezionati o gli stilemi ad uso pseudoadolescenziale di "Xdono", con l'eccezione di "Stop! Dimentica" e "Salutandotitiaffogo". Tre titoli prendono avvio con una congiunzione ("Ed ero contentissimo", "E Raffaella è mia" ed "E fuori è buio"), due giocano a spostare i verbi ("Baciano le donne" e "Già ti guarda Alice"), lasciando presupporre ancora qualche metro di strada prima di accogliere il volenteroso Tiziano nel novero della canzone d'autore a cui, forse neanche troppo pretenderlo, aspira. Scritto interamente da Tiziano Ferro, con la firma esterna di Diana Tejera solo in "E fuori è buio", "Nessuno è solo" è l'album che probabilmente porta a compimento con risultati tutto sommato apprezzabili la prima fase evolutiva dell'artista, completando le premesse poste dal precedente "111", sicuramente più "italiano" rispetto al primo "Rosso relativo". Conclude una curiosa "ghost track" (regalo per soli fans) con due incisioni casalinghe del piccolo Tiziano a sette anni, "Il cielo" e "Gli occhi".

Melisanda Massei Autunnali

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martedì, 27 giugno 2006

I concerti dell’Isola in collina 2006 - Tributo a Luigi Tenco

A quasi quarant'anni di distanza dalla sua tragica scomparsa Luigi Tenco continua ad essere una figura di riferimento assolutamente indispensabile nel panorama del nostro cantautorato. Una rassegna di concerti ne celebra adesso il ricordo e soprattutto i carismi, grazie alla partecipazione affettuosa degli artisti che tra il 20 e il 22 luglio 2006 saranno a Ricaldone, in provincia di Alessandria (dove Tenco crebbe ed è sepolto), per la 15a edizione de "L' Isola in collina - tributo a Luigi Tenco", una delle principali kermesse italiane di canzone d'autore.

Tra i principali scopi, quello di valorizzare e rivendicare la provenienza e l'appartenza piemontese del cantautore, che in seguito avrebbe poi scelto Genova come residenza artistica e spirituale, oltre che concreta; ma certamente anche quello di radunare cantautori storici ed esponenti delle nuove generazioni, dando loro la possibilità di farsi conoscere. Dal 1992, sul piazzale della Cantina sociale di Ricaldone, si sono esibiti alcuni tra i più cari amici di Tenco (Umberto Bindi, Bruno Lauzi, Gino Paoli, Enzo Jannacci…), cantautori della seconda e della terza generazione (Roberto Vecchioni, Francesco De Gregori, Edoardo Bennato…) e giovani, all’epoca poco più che debuttanti, cui l’Isola ha portato fortuna (Samuele Bersani, Carmen Consoli, Carlo Fava).

La rassegna è organizzata dalla "Associazione Culturale Luigi Tenco – Ricaldone", con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria e del quotidiano "La Stampa", nonché la fattiva collaborazione del Comune di Ricaldone e della Cantina Sociale.

 

Il programma dei concerti:

 

20 luglio, ore 21.30:

"Tenco a tempo di tango"

spettacolo musicale-teatrale di Carlo Lucarelli

Ingresso gratuito

°°°°°

21 luglio, ore 21.30:
Fabrizio Consoli

La Macina

Gang

Yo Yo Mundi

Ingresso euro 10,00 + diritti di prevendita (prevendite abituali)

°°°°°

22 luglio, ore 21.30:

Maria Pierantoni Giua

Pino Marino

Ivano Fossati

Ingresso euro 20,00 + diritti di prevendita (Circuito Ticket One e prevendite abituali)

°°°°°

 

Tutti le esibizioni si terranno presso il Piazzale della Cantina sociale di Ricaldone.

Ai concerti e allo spettacolo teatrale si affiancheranno alcuni appuntamenti pomeridiani che verranno annunciati prossimamente.

 

 

Informazioni per il pubblico:

Associazione Culturale Luigi Tenco - Ricaldone

www.tenco-ricaldone.it (in costruzione)

info@tenco-ricaldone.it

0144.74119 – 0144.74120

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mercoledì, 21 giugno 2006

Canzoni & palloni

Tempo di Mondiali e l'amore per il calcio si rinnova, sorvolando sulle vicende che negli ultimi mesi hanno tristemente popolato le prime pagine dei quotidiani sportivi, così come negli anni scorsi, alla vigilia del Grande Appuntamento scompariva quasi per miracolo ogni reticenza del non-tifoso nei confronti delle trattative ultra-miliardarie che da anni scandalizzano "il gioco più bello del mondo". Calcio, estate, e poi musica: che assieme portano l'occasione per la breve rassegna che segue, e che, senza pretendere la totale esaustività, ha piccola ambizione di compiere un piccolo excursus sui tributi della canzone al pallone e viceversa (e questo proposito rendiamo disponibile - come sempre - la casella di posta elettronica per contributi che possano sanare eventuali mancanze). Nel rispetto della cronologia, Rita Pavone gode di una posizione di privilegio, pioniera di questa fortunata fusione tra due mondi già nel 1962 con il suo primo disco di successo, "La partita di pallone", che riunisce le firme di Edoardo Vianello, Cantini e Carlo Rossi. Un esempio tuttavia isolato che solo molti anni dopo avrà suo nobile corrispettivo nella grande canzone d'autore: quando nel 1980 Francesco De Gregori incide "La lega calcistica della classe '68" il pallone non è più un pretesto valido al marito presunto infedele per trascorrere la domenica secondo i propri voleri, quanto piuttosto il simbolo di un cammino di crescita e sudore, di maturazione e piccoli dolori. Senza dubbio di smentita, la stessa distanza tra il Domenico Modugno di "Nel blu dipinto di blu" e tutto quello che c'era stato in precedenza. Frattanto cominciano a farsi avanti gli inni o le canzoni dedicate alle singole formazioni: lo scudetto giallorosso del 1983 porta il tifosissimo Antonello Venditti alla stesura di "Grazie Roma", "rimpiazzata" solo nel 2001 da "Che c'è", pubblicata in occasione del successivo trionfo di campionato della squadra della capitale; del 1990 è "Genova blues", duetto di Francesco Baccini e Fabrizio De André, contenuto nell'LP "Il pianoforte non è il mio forte" , mentre nel 1991 i fratelli De Scalzi - New Trolls dedicano alla loro Sampdoria addirittura un album, "Il grande cuore della Sud", che coincide con la conquista del primo scudetto blucerchiato, ma che in ogni caso si pone - a differenza dei lavori precedentemente citati - come un'operazione calcistica a tutto tondo, con tanto di coinvolgimento di alcuni campioni della squadra. Su questa stessa scorta incideranno Ivana Spagna "Un mondo in giallo e in blu" per il Chievo Verona, nel 2001, i Sud Sound System "Giallurussu" per il Lecce, Gazebo "Perugia vinci ancora" e Roby Facchinetti "Atalanta", che andranno ad affiancare la lunga serie delle incisioni-supporter rese meno note dalla scarsa popolarità degli interpreti. Intanto il connubio tra la canzone ufficiale e il pallone vede tra i suoi protagonisti nel 1985 Claudio Baglioni che incide "Tutto il calcio minuto per minuto", inserita nell'album "La vita è adesso"; ancora Venditti, che in "Giulio Cesare", nel 1986, pone l'unico a fianco dell'altro i campionati mondiali presenti e quelli del suo anno di maturità, appena vent'anni prima, mentre "gli anni sorridono... corrono avanti / e colori, gli odori, gli amori / l'Inter, la partita..." medita nel 1989 ne "Gli anni" Roberto Vecchioni, dopo aver constatato mestamente di non esser riuscito a diventare "almeno un terzino dell'Atalanta". L'inizio degli anni Novanta porta la tradizione degli inni della Nazionale con il grandissimo successo di "Un'estate italiana", versione italiana di "To be number one", composta da Giorgio Moroder su commissione di Caterina Caselli, e incisa senza troppa convinzione da Edoardo Bennato e Gianna Nannini: otto anni dopo, in occasione dei Mondiali di Francia, spetterà a Baglioni restituire giovinezza e freschezza alla canzone ufficiale della squadra italiana con la bellissima "Da me a te". Nel '97 Enrico Ruggeri dedica a tutti i numeri dieci della storia del calcio "Il fantasista" (album: "Domani è un altro giorno", poi nel 2005 reincisa in "Amore e guerra"), mentre Ligabue, due anni più tardi, riporta agli onori della cronaca la figura di Gabriele Oriali, citato in "Una vita da mediano", salvo poi sottolineare espressamente che il pezzo non è dedicato all'ex giocatore dell'Inter. Più diretti invece gli Stadio che nel 2000 nel cd "Donne & colori" inseriscono "Doma il mare il mare doma", scritta col poeta Roberto Roversi (già autore di "Chiedi chi erano i Beatles") e rivolta alla parabola di Diego Armando Maradona. Qualche mese più tardi Lucio Dalla in "Baggio Baggio" immortala il rigore fallito della finale mondiale di USA '94 sublimando a sette anni di distanza l'amarezza della sconfitta col velo caldo della poesia. "Cuore azzurro", il nuovo inno della Nazionale, appositamente composto dai Pooh per accompagnare l'avventura della squadra italiana in Germania, è tra le ultime creature preposte alla celebrazione artistica dell'antica nobiltà del football, seguito a ruota dal duetto Nannini-Bocelli "Ama, segui e vai", presentata solo pochi giorni fa. La storia in musica del calcio italiano adesso attende solo gli eventi.

Melisanda Massei Autunnali

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